Un ufficio commerciale la mattina: una donna in blazer beige indica un punto sullo schermo e un collega in maglione blu guarda con lei, mentre dietro di loro la squadra lavora davanti alle vetrate.

Un assistente AI che risponde ai clienti, integrato con gestionale, CRM e calendario.

Risponde sul sito, su WhatsApp e al telefono. Il dato lo chiede al programma che usi già, e il contatto, l’appuntamento e la richiesta restano scritti lì dentro. Non devi cambiare niente di quello che hai.

Scopri come funziona

Si integra con i sistemi della tua azienda: gestionale, CRM, agenda, negozio online.

Il gestionale, il CRM, l’agenda, il negozio online: l’assistente ci guarda dentro mentre parla con un cliente, e il lavoro che ne esce resta scritto lì, dove i tuoi lo cercano già.

Nuovo contattoLaura Conti

Legge dai tuoi sistemi mentre è in chat, su WhatsApp o al telefono: a che punto è una pratica, se giovedì c’è posto in agenda, se quel modello c’è ancora. Non da una copia: dal programma vero.

Scrive nei tuoi sistemi mentre la conversazione va avanti: il contatto nella scheda del CRM con quello che ha capito parlando, l’appuntamento sull’agenda, la riga nel foglio condiviso. Quando la conversazione finisce, è già tutto al suo posto.

Gestionale, CRM, agenda, negozio: in ognuno fa un lavoro diverso.

Sono i quattro programmi in cui un’azienda tiene i clienti, gli ordini e gli impegni. L’assistente li apre uno per uno, mentre parla, e in ognuno fa la cosa che quel programma serve a fare.

  • Legge dal gestionale

    Mentre parla con un cliente va a vedere com’è messa la sua pratica o il suo ordine e glielo dice. Se il dato non c’è, non se lo inventa.

  • Scrive nel CRM

    Apre la scheda del contatto e ci scrive quello che la persona ha detto parlando, comprese le cose che nessun modulo chiederebbe.

  • Prenota sull’agenda

    Guarda quali ore sono davvero libere, propone quelle e fissa lì l’appuntamento; poi lo sposta o lo disdice, se il cliente lo chiede.

  • Cerca nel negozio online

    Trova nel catalogo il prodotto che serve e dice a che punto è un ordine, dopo aver chiesto il numero dell’ordine e l’email della persona.

Quello che dice al cliente lo sta leggendo in quel momento.

La stessa domanda, fatta a sei ore di distanza, riceve due risposte diverse: perché nel frattempo, dentro il programma, è cambiata una riga. L’assistente non risponde a memoria, e non ripete quello che gli hai caricato un mese fa.

Se non conosce la risposta, non se lo inventa.

Un dato inventato costa più di una risposta mancata. Per questo l’assistente riporta solo quello che il tuo sistema gli ha risposto: se in quel momento il sistema non risponde, o non trova la pratica, non finge di saperlo, lo dice, e propone un’alternativa: riprovare più tardi, o lasciare il contatto perché qualcuno richiami. Un appuntamento esiste solo quando il calendario l’ha confermato. Lo stato di un ordine lo dà solo a chi dimostra che l’ordine è suo.

Il contatto nasce nel CRM, con le informazioni dell’utente.

Non arriva una notifica che qualcuno dovrà ricopiare: si apre la scheda, nel sistema che il tuo commerciale guarda ogni mattina, e dentro c’è anche quello che la persona ha detto senza che nessuno glielo chiedesse: che cosa cerca, per quando, con che urgenza. Chi la prende in mano sa già di che cosa si tratta.

Un ufficio la mattina, con la luce che entra dalle vetrate: la sala si apre in profondità e, sul fondo, alcune persone sono al lavoro alle loro postazioni.

Nessuno in azienda ricopia più un contatto da una chat al gestionale.

Oggi, in molte aziende, qualcuno legge una chat o ascolta la segreteria e poi ricopia: il nome nel CRM, l’appuntamento in agenda, la richiesta in un’email al collega. Ogni passaggio a mano è un ritardo, e un errore possibile. Con i sistemi collegati quel lavoro non esiste più: il dato è già dove serve, aggiornato a adesso, e chi apre il gestionale la mattina trova il lavoro fatto, non da fare.

Fissa, sposta e disdice gli appuntamenti sull’agenda che usi già.

Guarda le ore davvero libere sul calendario della tua azienda e propone solo quelle. Se poi la persona non può più, prima controlla che l’appuntamento sia suo confrontando i recapiti, e solo allora lo sposta. In reception continuano a vedere l’agenda di sempre.

Una riga nel foglio, per chi nel programma non entra mai.

Non tutte le persone che devono vedere il lavoro hanno un accesso al gestionale. Per loro ogni conversazione scrive la sua riga in un foglio condiviso che resta tuo: da dove è arrivata, quando, chi era, che cosa ha chiesto e come è finita.

I collegamenti stanno in una pagina sola, e li accendi tu.

Nella dashboard c’è una pagina sola, con tutti i collegamenti e lo stato scritto sopra. Il calendario si collega entrando con l’account dell’azienda, il foglio condividendolo, il negozio con il plugin. Per il gestionale serve chi lo amministra da te: indica una volta che cosa l’assistente può chiedere e che cosa può scrivere, e poi non ci torna più nessuno.

  • Collegato in un clic. Entri con l’account dell’azienda e scegli il calendario.
  • Il foglio resta tuo. Lo condividi una volta, e da lì in poi si riempie da solo.
  • Gestionale e CRM li colleghi in autonomia, via API o webhook. L’assistente chiama i tuoi sistemi mentre parla, e manda i suoi eventi agli indirizzi che gli indichi.

Anche il tuo gestionale può far partire il messaggio.

Non è sempre il cliente a cominciare. Nel momento in cui dal tuo programma la merce risulta spedita, è quel programma a far partire il messaggio a chi la aspetta, con dentro i suoi dati. Sono comunicazioni di servizio: la notizia che qualcuno stava aspettando, non una promozione.

Le automazioni, per intero
Una donna e un uomo sui quaranta, in piedi accanto a una scrivania alta, guardano insieme e concentrati un monitor che mostra una tabella fitta di righe e colonne colorate; dietro di loro un ufficio luminoso con pareti di vetro, e sulla sinistra una parete smerigliata con una pianta.

Integrazioni su misura: i sistemi difficili li colleghiamo noi.

Certi programmi quella strada non ce l’hanno e non l’avranno: sono nati vent’anni fa, vivono su un server dentro l’azienda, si aprono solo dalla loro schermata. In quel caso il collegamento lo costruiamo noi, sul sistema com’è, e lo costruiamo perché l’assistente ci legga e ci scriva davvero. Il sistema che ne esce è della tua azienda.

Il programma è collegato. Scegli dove risponde.

Le domande che arrivano prima di collegarlo.

Comprese quelle su ciò che si fa solo su misura.

Si collega al mio gestionale o al mio CRM?

Se il tuo gestionale sa parlare con altri programmi, cioè ha delle interfacce documentate che il tuo fornitore ti conferma (di solito si chiamano API), sì: l’assistente ci legge e ci scrive dentro, ed è compreso nelle soluzioni pronte all’uso, senza un costo in più per il collegamento; i CRM in cloud come HubSpot, Zoho o Pipedrive sono in questo caso. Se invece è un programma installato nei tuoi server, si usa solo dalla sua schermata o non ha interfacce, il collegamento lo costruiamo noi su misura, e te lo diciamo subito. Se non sai in quale dei due casi sei, chiedilo a chi ti segue il sistema, oppure all’assistente qui in basso a destra: la prima domanda te la fa lui.

Serve un programmatore? E le credenziali dei miei sistemi dove finiscono?

Per Google Calendar, per il foglio Google e per il negozio WooCommerce no: li colleghi tu dalla tua dashboard, con l’account Google, con un indirizzo da incollare o con un plugin. Per il gestionale e il CRM sì: uno sviluppatore che conosce il tuo sistema, il tuo o chi ti segue i sistemi, indica nella dashboard che cosa l’assistente può leggere e scrivere, in una volta, e da lì in poi non si tocca più. Le credenziali che inserisce restano cifrate: dalla dashboard non le rivede più nessuno, e ognuna vale solo verso i sistemi che hai indicato. Se non hai nessuno che segua i tuoi sistemi, è uno dei casi in cui il lavoro lo facciamo noi, su misura.

Uso HubSpot, Zoho, Pipedrive o Salesforce: c’è un collegamento già pronto?

Non c’è un pulsante "collega HubSpot" da premere, e preferiamo dirtelo così. Quei CRM sanno parlare con altri programmi, quindi si collegano dalle soluzioni pronte all’uso con la stessa impostazione, fatta da uno sviluppatore, che vale per qualsiasi programma di quel tipo; il collegamento che ne esce è diretto, senza un programma di mezzo da tenere in piedi e senza un abbonamento in più. Quello che le soluzioni pronte all’uso non fanno, e si costruisce su misura, è il contatto che entra già senza doppioni e assegnato al commerciale giusto, dentro i flussi di lavoro che usi.

Il mio gestionale può leggere i dati da TrueReply?

No, e la direzione è voluta: è sempre l’assistente a chiedere ai tuoi programmi e a scriverci dentro, mai il contrario. Non esiste un accesso con cui un programma esterno possa interrogare le conversazioni o i contatti. Quello che il tuo gestionale riceve glielo portiamo noi: l’avviso con i dati del contatto quando nasce, e quando una conversazione finisce; le azioni delle automazioni; la riga nel foglio Google. Per le persone c’è la dashboard, e l’email di avviso con il riassunto a ogni contatto raccolto.

Che cosa arriva nel mio sistema quando l’assistente raccoglie un contatto?

Nome, email e telefono, il canale da cui la persona è arrivata, una frase che riassume che cosa voleva, i dati che hai chiesto all’assistente di capire dalla conversazione (per esempio urgenza o budget) e, per il sito, la pagina da cui scriveva. Arriva in due momenti: quando il contatto è raccolto e quando la conversazione finisce; per le telefonate, a fine chiamata, con la trascrizione. Se il tuo server in quel momento non risponde, l’assistente riprova più volte da solo. Se tratti dati sulla salute, a fine conversazione mandiamo solo che c’è stata, non il contenuto: il contatto arriva comunque completo.

Su quali calendari prende gli appuntamenti? Il mio non è Google.

Nelle soluzioni pronte all’uso il calendario è Google Calendar: un solo account Google per tutta la tua dashboard, e per ogni assistente scegli il calendario su cui lavora, con le sue fasce, la sua durata e i dati da chiedere. La disponibilità la legge da quel calendario, non dagli altri calendari dello stesso account: se i tuoi impegni stanno su più calendari, dillo a chi lo configura. Sposta e disdice anche gli appuntamenti già presi, dopo aver verificato che siano della persona; se non vuoi che lo faccia, lo spegni con un interruttore. Outlook, il programma dello studio, il programma delle prenotazioni della tua struttura o un’agenda interna si collegano con un progetto su misura: è una delle cose che facciamo, e lo sai da adesso, non dopo.

Funziona anche sulla posta elettronica?

In parte, e preferiamo che tu lo sappia adesso. Sulla posta l’assistente non risponde da solo: prepara la risposta quando gliela chiedi dalla dashboard, con le informazioni che gli hai dato, e sei tu a rileggerla e a inviarla. Dentro quella risposta può fissare un appuntamento, se chi scrive è riconosciuto; mentre la prepara non va a leggere nel gestionale, e non sposta né disdice appuntamenti: quel lavoro lo fa sul sito, su WhatsApp e al telefono. Il contatto raccolto per posta arriva comunque nei tuoi sistemi come gli altri, e la conversazione finisce nel foglio quando hai fatto preparare una risposta.

Abbiamo più sedi e più marchi: serve un’integrazione per ognuna?

No. Sotto lo stesso account puoi avere più assistenti, uno per sede o per marchio, ognuno con il suo calendario e il suo modo di parlare, e il collegamento ai sistemi lo eredita dall’assistente principale: lo imposti una volta. Quanti assistenti stanno in ogni piano lo trovi nella pagina dei prezzi; su misura non c’è un numero.

Ho un negozio su Shopify, PrestaShop o Magento: legge il catalogo?

Su WordPress con WooCommerce sì, oggi, con il plugin ufficiale: catalogo, prezzi, varianti, disponibilità e stato dell’ordine. Su Shopify oggi l’assistente si installa nel tema e risponde con le informazioni che gli dai; l’app che legge anche prodotti e ordini è presto disponibile. PrestaShop, Magento e le piattaforme fatte in casa si collegano su misura.

Quanto costa collegarlo, e quanto ci vuole?

Nelle soluzioni pronte all’uso il collegamento ai tuoi programmi è compreso: leggere nel gestionale, scrivere nel CRM, prenotare sul calendario, riempire il foglio e le automazioni non hanno un costo in più, e i piani cambiano per canale e per volume, mai per funzioni. Google Calendar e il foglio si collegano in pochi minuti; il gestionale, nel tempo che lo sviluppatore impiega a descrivere che cosa l’assistente può leggere e scrivere. Un’integrazione su misura ha un preventivo suo, scritto sul tuo caso, e il sistema che costruiamo è tuo: non ti diciamo un numero di giorni prima di aver visto il tuo sistema. Si comincia raccontandolo all’assistente qui in basso a destra, che ti dà subito una prima stima; se preferisci parlare con una persona, ti rispondiamo entro un giorno lavorativo.

Devo preparare qualcosa prima di collegare il gestionale?

No, e l’ordine è pensato apposta perché tu non debba decidere niente al buio. Si prepara il collegamento tenendolo spento, si fa mandare una segnalazione di prova dal tuo sistema, si guarda che cosa è arrivato davvero — campo per campo, con i tuoi dati veri davanti — e solo a quel punto si sceglie che cosa usare e si accende. Nessuno ti chiede di descrivere in anticipo come è fatto il tuo gestionale: si guarda che cosa manda, e si lavora su quello.

Le persone che lavorano da noi devono imparare un programma nuovo?

No. Continuano ad aprire il gestionale, il CRM e l’agenda di sempre, con le stesse abitudini: quello che cambia è che ci trovano dentro il lavoro già fatto invece di doverlo ricopiare. Chi in quei programmi non entra mai — chi risponde al telefono, chi coordina, chi tiene i turni — guarda un foglio condiviso in cui ogni conversazione ha lasciato la sua riga. Non c’è nessuna interfaccia nuova da far adottare a nessuno, e non c’è niente da migrare.

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