Ogni azienda ha le sue esigenze
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Risponde sul sito, su WhatsApp e al telefono. Il dato lo chiede al programma che usi già, e il contatto, l’appuntamento e la richiesta restano scritti lì dentro. Non devi cambiare niente di quello che hai.
Il gestionale, il CRM, l’agenda, il negozio online: l’assistente ci guarda dentro mentre parla con un cliente, e il lavoro che ne esce resta scritto lì, dove i tuoi lo cercano già.
Legge dai tuoi sistemi mentre è in chat, su WhatsApp o al telefono: a che punto è una pratica, se giovedì c’è posto in agenda, se quel modello c’è ancora. Non da una copia: dal programma vero.
Scrive nei tuoi sistemi mentre la conversazione va avanti: il contatto nella scheda del CRM con quello che ha capito parlando, l’appuntamento sull’agenda, la riga nel foglio condiviso. Quando la conversazione finisce, è già tutto al suo posto.
Sono i quattro programmi in cui un’azienda tiene i clienti, gli ordini e gli impegni. L’assistente li apre uno per uno, mentre parla, e in ognuno fa la cosa che quel programma serve a fare.
Mentre parla con un cliente va a vedere com’è messa la sua pratica o il suo ordine e glielo dice. Se il dato non c’è, non se lo inventa.
Apre la scheda del contatto e ci scrive quello che la persona ha detto parlando, comprese le cose che nessun modulo chiederebbe.
Guarda quali ore sono davvero libere, propone quelle e fissa lì l’appuntamento; poi lo sposta o lo disdice, se il cliente lo chiede.
Trova nel catalogo il prodotto che serve e dice a che punto è un ordine, dopo aver chiesto il numero dell’ordine e l’email della persona.
La stessa domanda, fatta a sei ore di distanza, riceve due risposte diverse: perché nel frattempo, dentro il programma, è cambiata una riga. L’assistente non risponde a memoria, e non ripete quello che gli hai caricato un mese fa.
Un dato inventato costa più di una risposta mancata. Per questo l’assistente riporta solo quello che il tuo sistema gli ha risposto: se in quel momento il sistema non risponde, o non trova la pratica, non finge di saperlo, lo dice, e propone un’alternativa: riprovare più tardi, o lasciare il contatto perché qualcuno richiami. Un appuntamento esiste solo quando il calendario l’ha confermato. Lo stato di un ordine lo dà solo a chi dimostra che l’ordine è suo.
Non arriva una notifica che qualcuno dovrà ricopiare: si apre la scheda, nel sistema che il tuo commerciale guarda ogni mattina, e dentro c’è anche quello che la persona ha detto senza che nessuno glielo chiedesse: che cosa cerca, per quando, con che urgenza. Chi la prende in mano sa già di che cosa si tratta.

Oggi, in molte aziende, qualcuno legge una chat o ascolta la segreteria e poi ricopia: il nome nel CRM, l’appuntamento in agenda, la richiesta in un’email al collega. Ogni passaggio a mano è un ritardo, e un errore possibile. Con i sistemi collegati quel lavoro non esiste più: il dato è già dove serve, aggiornato a adesso, e chi apre il gestionale la mattina trova il lavoro fatto, non da fare.
Guarda le ore davvero libere sul calendario della tua azienda e propone solo quelle. Se poi la persona non può più, prima controlla che l’appuntamento sia suo confrontando i recapiti, e solo allora lo sposta. In reception continuano a vedere l’agenda di sempre.
Non tutte le persone che devono vedere il lavoro hanno un accesso al gestionale. Per loro ogni conversazione scrive la sua riga in un foglio condiviso che resta tuo: da dove è arrivata, quando, chi era, che cosa ha chiesto e come è finita.
Nella dashboard c’è una pagina sola, con tutti i collegamenti e lo stato scritto sopra. Il calendario si collega entrando con l’account dell’azienda, il foglio condividendolo, il negozio con il plugin. Per il gestionale serve chi lo conosce, da te o da noi: indica una volta che cosa l’assistente può chiedere e che cosa può scrivere, e poi non ci torna più nessuno.
Integrazioni
Gli strumenti collegati al tuo assistente AI: calendario, foglio dei lead, e-commerce. I canali di conversazione hanno una pagina propria nel menu Canali.
Non è sempre il cliente a cominciare. Nel momento in cui dal tuo programma la merce risulta spedita, è quel programma a far partire il messaggio a chi la aspetta, con dentro i suoi dati. Sono comunicazioni di servizio, la notizia che qualcuno stava aspettando, e verso chi ha dato il consenso anche promozionali.
Le automazioni, per intero
Certi programmi quella strada non ce l’hanno e non l’avranno: sono nati vent’anni fa, vivono su un server dentro l’azienda, si aprono solo dalla loro schermata. In quel caso il collegamento lo costruiamo noi, sul sistema com’è, e lo costruiamo perché l’assistente ci legga e ci scriva davvero. Il sistema che ne esce è della tua azienda.

Appuntamento fissato · sabato 16:00
Risponde al telefono e prende appuntamenti.
Campagna in corso540 destinatari
Promemoria appuntamenti
318 partite222 in coda
Finestra 09:00–18:005 in parallelo
Richiama, conferma e ricorda gli appuntamenti.
Buongiorno, dovrei spostare l’appuntamento di giovedì.
Certo. Venerdì 12 ho libero alle 9:15 o alle 16:30: quale preferisce?
Alle 9:15, grazie.
Fatto: spostato a venerdì 12 alle 9:15. Ho aggiornato il calendario.
Risponde sul numero WhatsApp della tua azienda.

Dodici stanze, aperte tutto l’anno.
Verifica disponibilitàRisponde ai visitatori con le tue informazioni.
Catalogo · CappottiIl cappotto cammello c’è nella 42?
Sì, la 42 c’è. Consegna in 48 ore e reso gratuito entro 30 giorni.
Taglie, disponibilità, ordini e resi.

Dal contatto al gestionale, senza passaggi a mano.
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Comprese quelle sui programmi che sembrano impossibili da collegare.
Sì. Se il tuo gestionale sa parlare con altri programmi, cioè ha delle interfacce documentate che il tuo fornitore ti conferma (di solito si chiamano API), l’assistente ci legge e ci scrive dentro senza sviluppo: i CRM in cloud come HubSpot, Zoho, Pipedrive o Salesforce sono in questo caso. Se invece è un programma installato nei tuoi server, si usa solo dalla sua schermata o non ha interfacce, il collegamento lo costruiamo noi, sul sistema com’è. Il risultato è lo stesso nei due casi: l’assistente risponde con il dato vero e il lavoro resta scritto nel tuo programma. Se non sai in quale caso sei, chiedilo a chi ti segue il sistema, oppure all’assistente qui in basso a destra: la prima domanda te la fa lui.
Google Calendar, il foglio Google e il negozio WooCommerce li colleghi tu dalla tua dashboard, in pochi minuti: con l’account Google, con un indirizzo da incollare o con un plugin. Per il gestionale e il CRM serve chi conosce il tuo sistema: il tuo sviluppatore, chi ti segue i sistemi, oppure noi. Si indica una volta che cosa l’assistente può leggere e scrivere, e da lì in poi non si tocca più. Le credenziali restano cifrate: dalla dashboard non le rivede più nessuno, e ognuna vale solo verso il sistema che hai indicato.
Sì. Sono CRM che sanno parlare con altri programmi, e il collegamento che ne esce è diretto: senza un programma di mezzo da tenere in piedi e senza un abbonamento in più. Lo impostiamo sul tuo CRM com’è configurato, non su un modello generico: il contatto entra nella scheda giusta, senza doppioni, con quello che la persona ha detto parlando, e assegnato al commerciale che decidi tu, dentro i flussi di lavoro che usi già.
La direzione è una, ed è voluta: è l’assistente a chiedere ai tuoi programmi e a scriverci dentro. Non esiste un accesso con cui un programma esterno possa interrogare le conversazioni o i contatti: quello che il tuo gestionale deve sapere glielo portiamo noi, nel momento in cui succede. L’avviso con i dati del contatto quando nasce e quando una conversazione finisce, le azioni delle automazioni, la riga nel foglio Google e, quando il collegamento lo costruiamo noi, ogni esito scritto di ritorno nel tuo sistema, nel formato che il tuo sistema si aspetta. Per le persone c’è la dashboard, e l’email di avviso con il riassunto a ogni contatto raccolto.
Nome, email e telefono, il canale da cui la persona è arrivata, una frase che riassume che cosa voleva, i dati che hai chiesto all’assistente di capire dalla conversazione (per esempio urgenza o budget) e, per il sito, la pagina da cui scriveva. Arriva in due momenti: quando il contatto è raccolto e quando la conversazione finisce; per le telefonate, a fine chiamata, con la trascrizione. Se il tuo server in quel momento non risponde, l’assistente riprova più volte da solo. Se tratti dati sulla salute, a fine conversazione mandiamo solo che c’è stata, non il contenuto: il contatto arriva comunque completo.
Su Google Calendar lo colleghi tu, entrando con l’account dell’azienda: per ogni assistente scegli il calendario su cui lavora, con le sue fasce, la sua durata e i dati da chiedere. Outlook, il programma dello studio, il software delle prenotazioni della tua struttura o un’agenda interna li colleghiamo noi, sull’agenda com’è. In tutti i casi l’assistente legge le ore davvero libere e propone solo quelle, e sposta o disdice gli appuntamenti già presi dopo aver verificato che siano della persona; se non vuoi che lo faccia, si spegne con un interruttore.
Sì. L’assistente legge la casella che gli colleghi, riconosce chi scrive e prepara la risposta con le informazioni della tua azienda; di base la rileggi e la mandi tu, dalla dashboard, e il contatto raccolto per posta arriva nei tuoi sistemi come gli altri. Se vuoi che sulla posta risponda da solo, che legga nel gestionale prima di rispondere o che sposti gli appuntamenti anche da lì, lo costruiamo sul tuo caso.
No. Sotto lo stesso account puoi avere più assistenti, uno per sede o per marchio, ognuno con il suo calendario e il suo modo di parlare, e il collegamento ai sistemi lo eredita dall’assistente principale: lo imposti una volta. Quanti ne servono lo decide la tua organizzazione, non un numero.
Sì, tutti. WooCommerce si collega con il plugin ufficiale, in pochi minuti: catalogo, prezzi, varianti, disponibilità e stato dell’ordine. Shopify, PrestaShop, Magento e le piattaforme fatte in casa li colleghiamo noi, sul negozio com’è, con lo stesso risultato: l’assistente risponde con il catalogo e con gli ordini veri. E se il catalogo vive nel gestionale, con le giacenze che si muovono a ogni movimento di magazzino, entra dalla stessa strada.
Google Calendar e il foglio si collegano in pochi minuti, e il gestionale nel tempo che serve a descrivere che cosa l’assistente può leggere e scrivere: nessuno dei due ha un costo in più. Un collegamento costruito da noi ha un preventivo suo, scritto sul tuo caso, e il sistema che costruiamo è tuo: non ti diciamo un numero di giorni prima di aver visto il tuo sistema. Si comincia raccontandolo all’assistente qui in basso a destra, che ti dà subito una prima stima; se preferisci parlare con una persona, ti rispondiamo entro un giorno lavorativo.
No, e l’ordine è pensato apposta perché tu non debba decidere niente al buio. Si prepara il collegamento tenendolo spento, si fa mandare una segnalazione di prova dal tuo sistema, si guarda che cosa è arrivato davvero — campo per campo, con i tuoi dati veri davanti — e solo a quel punto si sceglie che cosa usare e si accende. Nessuno ti chiede di descrivere in anticipo come è fatto il tuo gestionale: si guarda che cosa manda, e si lavora su quello.
No. Continuano ad aprire il gestionale, il CRM e l’agenda di sempre, con le stesse abitudini: quello che cambia è che ci trovano dentro il lavoro già fatto invece di doverlo ricopiare. Chi in quei programmi non entra mai — chi risponde al telefono, chi coordina, chi tiene i turni — guarda un foglio condiviso in cui ogni conversazione ha lasciato la sua riga. Non c’è nessuna interfaccia nuova da far adottare a nessuno, e non c’è niente da migrare.
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