Una persona in camicia a quadri, inquadrata dal mento in giù, tiene un tablet fra le mani; davanti a lei due scatole di cartone chiuse con l’etichetta di spedizione, e dietro le piante e la vetrata sfocate di un interno luminoso

Nel tuo e-commerce risponde un assistente AI.Con il tuo catalogo.

Dice se un prodotto c’è, in che taglia e in che colore, aiuta a scegliere, controlla a che punto è un ordine e spiega resi e spedizioni con le regole del tuo negozio. Sul sito e su WhatsApp.

Scopri come funziona

Risponde su prodotti, ordini e regole del tuo negozio.

Quando qualcuno apre la chat sul tuo sito, dall’altra parte c’è un assistente AI collegato al negozio. Ha davanti i tuoi prodotti con prezzi, taglie e colori, sa quante ne restano, legge le tue pagine di reso e spedizione, e a chi gli dà numero d’ordine ed email dice a che punto è la consegna. Quando la domanda è per una persona, la passa al servizio clienti con nome e numero. 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

  • Se c’è

  • Quale prendere

  • Dov’è l’ordine

  • Come si cambia

Vede le taglie, i colori e quante ne restano.

“C’è nella mia taglia?” è la domanda che il tuo servizio clienti riceve più di ogni altra, e la risposta non sta in una pagina del sito: sta dentro la scheda del prodotto, variante per variante. L’assistente la legge lì. Se la M c’è lo dice e passa il link con il prezzo; se è finita lo dice di quella taglia, non del modello, e mostra quello che resta.

Non cerca a parole: cerca nel tuo catalogo come l’hai organizzato tu.

Le categorie e le caratteristiche con cui hai ordinato il catalogo sono le stesse che usa lui: quando un cliente scrive «una pinza amperometrica fino a 600 volt, sotto i duecento euro», non cerca quelle parole nel testo, filtra sui valori veri delle tue schede. E se con tutti i vincoli insieme non resta niente, non risponde «nessun risultato»: allenta il vincolo meno importante e mostra quello che c’è.

Le domande arrivano quando il servizio clienti è chiuso.

La sera, nel fine settimana, ad agosto: è lì che si vende online ed è lì che in ufficio non c’è nessuno. Chi ha un dubbio alle undici di sera non aspetta lunedì, apre un’altra scheda del browser. L’assistente in quel momento c’è: risponde con il catalogo e le tue regole davanti, e se serve una persona raccoglie nome e telefono, così la mattina dopo trovi la richiesta già scritta e già capita.

Quello che è finito non lo propone.

Le varianti finite non entrano nella risposta: vengono escluse prima ancora che l’assistente cerchi, quindi non capita che consigli qualcosa che poi al carrello non c’è. Se di un profumo resta solo il formato piccolo, lo dice del formato che manca e passa a quello disponibile. E se non resta niente, quel prodotto non risulta più in catalogo e la conversazione va avanti senza far perdere tempo a chi sta comprando.

Resi, spedizioni, pagamenti: risponde con le regole del tuo negozio.

Quanto costa la spedizione, in quanti giorni arriva, entro quando si può restituire, come si paga: sono le domande che vengono prima di quasi ogni acquisto, e la risposta giusta cambia da negozio a negozio. Gli dai le tue pagine e i tuoi documenti, una volta, e lui risponde con quelle regole, applicate al caso del cliente. Se una cosa non è fra quelle che gli hai dato, la cerca sul tuo sito prima di rispondere; se non la trova nemmeno lì, lo dice.

Dov’è il mio ordine? Lo legge nel tuo negozio in quel momento.

È la domanda di ogni dopo-vendita, e il cliente non deve avere un account: l’assistente chiede il numero d’ordine e l’email usata per l’acquisto e controlla che combacino. Se non combaciano, non dà nessuna informazione e chiede l’email giusta. Se combaciano, legge l’ordine nel tuo negozio in quel momento, non da una copia, e risponde con lo stato, i prodotti, il totale e, se il negozio lo registra sull’ordine, il numero di tracciamento del corriere con il link. Il cliente ha la risposta subito, e tu non hai un ticket in più.

Se glielo chiedi, aiuta a scegliere.

Chi non sa che cosa vuole scrive “un regalo, sui trecento euro”. Se glielo chiedi, l’assistente fa le domande che farebbe una persona brava in negozio, per chi è, per quando serve, quanto vuoi spendere, e poi propone al massimo tre prodotti, ognuno con il motivo e con il link. Quello esaurito non lo propone, perché l’ha già tolto prima di cercare. E se dici di no, non insiste.

Sul WhatsApp del negozio risponde lo stesso assistente.

Molti clienti non aprono più la chat di un sito: scrivono al numero che hanno in rubrica. Lì risponde lo stesso assistente, con lo stesso catalogo e le stesse regole, e in più guarda le fotografie che gli mandano, legge i documenti e ascolta i messaggi vocali: quello che c’era dentro entra nella risposta. Quando una persona del tuo team risponde a mano dal telefono, su quella conversazione l’assistente si mette da parte per il tempo che hai scelto tu.

l’assistente su WhatsApp

  • La foto del cliente. L’assistente la guarda e risponde su quella
  • Il link è nudo. Su WhatsApp non esistono i collegamenti scritti sotto una parola
  • Rispondi tu? Su questa conversazione l’assistente si mette da parte

Chi scrive in un’altra lingua riceve la risposta in quella lingua.

Un negozio che spedisce in Europa riceve domande in tedesco, in inglese, in francese. Puoi tenere una lingua fissa per tutti, oppure lasciare che l’assistente riconosca quella di chi scrive e risponda in quella. Il catalogo e le regole restano gli stessi: cambia solo la lingua in cui li racconta.

Quando serve una persona, prende nome e numero e passa la richiesta già riassunta.

Un pacco arrivato rotto, un ordine da cambiare, una richiesta che le tue regole non coprono: sono cose che l’assistente non fa, e non finge di farle. Lo dice, chiede il nome e il numero di telefono, e la richiesta arriva al tuo servizio clienti per email con una frase che dice di che cosa si tratta, così chi richiama sa tutto. Il resto, le domande sul prodotto, sulla taglia, sulla spedizione, sull’ordine, non arriva a nessuno: se l’è già sbrigato lui. E la conversazione intera resta nella tua dashboard.

Ogni conversazione resta scritta. E vedi quali sono diventate un ordine.

Le conversazioni di tutti i canali finiscono nello stesso elenco, con i messaggi per intero e i recapiti che il cliente ha lasciato. Quando chi ha scritto compra nel tuo negozio, accanto alla sua conversazione compare il segno «Acquisto»: sai quali domande sono finite in un ordine, senza cercarle.

Si collega a WooCommerce in dieci minuti, senza un tecnico.

Sul tuo WordPress installi il plugin, incolli i due codici che trovi nella tua area di lavoro e premi Connetti: compare il nome del tuo assistente e quanti prodotti pubblicati ha trovato. Colore, posizione e messaggio di benvenuto li scegli lì, con l’anteprima a fianco. Su un sito costruito in un altro modo si incolla una riga di codice.

Un ufficio la sera, luci basse: due professionisti in giacca scura guardano insieme lo schermo di un tablet, uno indica un punto all’altro; dietro di loro la parete a vetri di una sala riunioni illuminata.

Se il negozio non è su WooCommerce, si costruisce su misura.

Magento, PrestaShop, una piattaforma costruita apposta per te, il catalogo che vive nel gestionale con le giacenze che si muovono a ogni movimento di magazzino: sono cose che i piani non prevedono e che costruiamo su misura. Lì entra anche il resto: il reso aperto davvero nei tuoi sistemi, l’indirizzo cambiato, i messaggi dopo la vendita, più di tre assistenti. E il sistema è tuo. Vedi le integrazioni su misura.

Lo stesso assistente, sugli altri canali della tua azienda.

Le domande che arrivano prima di collegare il negozio.

Ci sono anche quelle a cui la risposta è no.

Su che piattaforme si collega al catalogo?

Su WordPress con WooCommerce, con il plugin ufficiale: prodotti, prezzi, categorie, varianti e quante ne restano per ogni variante. Su Shopify oggi si mette una riga di codice nel tema e l’assistente risponde con le regole del negozio, ma non con il catalogo e non con gli ordini: per quelli l’app ufficiale è presto disponibile. Su Magento, PrestaShop o una piattaforma costruita apposta si passa dalle soluzioni su misura.

Ogni quanto si aggiorna il catalogo?

Quando cambi un prodotto. Se modifichi un prezzo, aggiungi una variante o pubblichi un modello nuovo, l’assistente risponde con il dato aggiornato: non c’è un secondo elenco da tenere allineato a mano e non devi avvisare nessuno.

Quanti prodotti riesce a leggere?

Fino a cinquemila prodotti pubblicati. Se il catalogo è più grande, o se vive nel gestionale invece che nel negozio, si passa dalle soluzioni su misura.

Serve un tecnico, e quanto ci vuole?

Nessun tecnico necessario: su WordPress si installa il plugin, si incollano i due codici e si preme Connetti. Dieci minuti, e li fai tu. Colore, posizione e messaggio di benvenuto si scelgono nella stessa pagina, con l’anteprima a fianco.

Come fa a sapere che l’ordine è davvero di chi lo chiede?

Chiede il numero d’ordine e l’email con cui l’ordine è stato fatto, e devono combaciare tutti e due. Se non combaciano non dice niente e chiede l’email giusta.

Dice anche quando arriva il pacco?

Dice lo stato dell’ordine come lo trova nel negozio in quel momento, e il numero di tracciamento se lo hai registrato sull’ordine. Una data di consegna stimata non la dà: sarebbe una promessa che poi dovresti difendere tu.

Può avviare un reso, cambiare un indirizzo o applicare un codice sconto?

No. Quelle cose restano al tuo servizio clienti: l’assistente le riconosce, lo dice e passa la richiesta con nome e telefono. Se le vuoi automatiche dentro i tuoi sistemi, è una soluzione su misura.

Risponde anche su WhatsApp, al telefono e via email?

Su WhatsApp sì, sul numero che il negozio ha già, con lo stesso catalogo e le stesse regole, e lì guarda anche le fotografie, legge i documenti e ascolta i messaggi vocali. Al telefono conosce il catalogo ma non lo stato degli ordini. Via email risponde con le regole del negozio, senza catalogo e senza ordini.

Ho più negozi online: come funziona?

Un assistente è collegato a un negozio solo. Per più negozi servono più assistenti: se ne possono avere fino a tre, e il numero preciso dipende dal piano.

Si può provare prima di decidere?

Ci sono sette giorni di prova gratuita. La carta si lascia alla registrazione, nei sette giorni non c’è nessun addebito e la disdetta si fa in autonomia in qualsiasi momento; al settimo giorno parte l’abbonamento, salvo disdetta. In prova il negozio si collega già.

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