Un assistente AI risponde ai visitatori del tuo sito web.Con quello che sai tu.

Risponde alle domande con le informazioni della tua azienda, fissa gli appuntamenti sul tuo calendario e ti lascia il nome e il numero di chi voleva parlare con una persona.

Scopri come funziona
Una scrivania di legno la sera: la parete alle spalle è al buio, una lampada da tavolo accesa illumina il piano dalla destra e sul tavolo, aperto, c’è un computer portatile con lo schermo acceso.

Risponde, prenota, raccoglie il contatto. Tutto nella stessa finestra.

Lo stesso chatbot dentro tre aziende diverse: un hotel che risponde, uno studio medico che fissa una visita, un’agenzia che riceve una richiesta.

Impara dalle pagine del tuo sito e dai documenti che carichi tu.

Scegli tu quali pagine, fino a trenta per volta, e aggiungi i documenti che hai già. Risponde solo con questo: quello che non gli hai dato non se lo inventa, lo dice e ti lascia il contatto di chi lo chiedeva.

Scrivi le regole in italiano, e valgono dal messaggio dopo.

Scegli che cosa deve ottenere e con che tono parlare, poi aggiungi le tue istruzioni come le scriveresti a una persona appena arrivata.

È il momento di automatizzare le risposte ripetitive.

Orari, come si arriva, che cosa è compreso, se si possono portare i cani. Sono le domande che tornano sempre uguali, e adesso la risposta è già sul sito.

  • 07:12
    Domanda ricevuta:

    A che ora è il check-in?

    Risposta già data:

    Dalle 15. Se arriva prima le teniamo i bagagli.

    07:12
  • 09:47
    Domanda ricevuta:

    Avete parcheggio?

    Risposta già data:

    Sì, interno e coperto, compreso nella camera.

    09:47
  • 14:26
    Domanda ricevuta:

    La colazione è compresa?

    Risposta già data:

    Sì, dalle 7 alle 10:30, anche in terrazza.

    14:26
  • 22:03
    Domanda ricevuta:

    Si possono portare i cani?

    Risposta già data:

    Sì, senza supplemento. Le lasciamo la ciotola in camera.

    22:03

Risponde la sera, nei giorni di chiusura, e nella lingua di chi scrive.

Il tuo sito lo guardano quando il tuo ufficio è chiuso, e da paesi in cui non si parla italiano.

Prende i tuoi colori, e la pagina resta come l’hai fatta.

Colore, lato dello schermo, nome e prima frase li decidi tu, con l’anteprima davanti. Sul resto della pagina non mette mano: i tuoi caratteri, i tuoi spazi e la tua impaginazione restano quelli.

Fissa l’appuntamento mentre la persona è ancora lì.

Guarda le ore libere sul tuo calendario, propone solo quelle, e quando la persona conferma l’appuntamento c’è. L’invito lo manda Google.

Si collega a gestionale, CRM e calendario.

Il gestionale, il CRM, il foglio dove segni gli ordini: l’assistente del tuo sito ci parla mentre risponde alla persona. Chiede quello che gli serve sapere, e il contatto che raccoglie lo lascia lì dentro.

Nuovo contattoLaura Conti

Va a prendere il dato mentre la persona aspetta: lo stato di una pratica, la data di consegna, quanti pezzi restano in magazzino. Non una risposta imparata a memoria il mese scorso, ma quella che il tuo programma dà in questo momento.

Ti lascia il contatto dove lavori con il nome, il numero e la richiesta in una riga, dentro il gestionale o il CRM, nello stesso istante in cui la conversazione finisce. Nessuno lo ricopia a mano da nessuna parte.

Su WordPress è un plugin. Su tutto il resto, una riga da incollare.

Il plugin lo scarichi dalla tua dashboard e incolli i due valori che trovi nella stessa schermata: il tema non si tocca. Altrove è una riga sola in fondo alle pagine, una volta sola.

Provalo adesso: è qui, in basso a destra.

È il nostro assistente e risponde adesso. Non devi registrarti, non devi lasciare un dato e non ti richiama nessuno: chiedigli quello che vuoi, anche quanto costa.

Le condizioni, prima che tu le scopra usandolo.

Le prime quattro portano le condizioni scomode, e tre delle quattro aprono con un sì. Le altre sei sono le domande che ci fanno tutti.

Un mio collaboratore può entrare nella conversazione al posto dell’assistente?

Sul sito, di base, no: la chat di un sito non ha un’identità stabile a cui una persona possa subentrare a metà. Quando serve qualcuno in carne e ossa l’assistente lo dice, prende nome e numero e ti gira la richiesta già riassunta, così richiami tu sapendo già di che cosa si parla. Su WhatsApp, dove la conversazione è legata a un numero, il subentro esiste. Se per te il subentro sul sito è essenziale, con un progetto su misura si costruisce una console per i tuoi operatori.

Ho un negozio su Shopify: si può installare?

Sì. Oggi si installa come su qualunque altro sito: una riga da incollare nel tema, una volta sola, e da lì l’assistente risponde con il materiale che gli dai tu. L’app ufficiale, quella che si installa da sola e che legge anche prodotti e ordini dello store, è presto disponibile: finché non c’è, sullo store l’assistente lavora sulla conoscenza e non sul catalogo, oppure il catalogo si collega su misura già oggi.

Posso caricare i documenti che ho già?

PDF, file di testo e fogli in CSV, fino a dieci megabyte l’uno, e ne carichi quanti ne vuoi. Un’avvertenza che è meglio sapere prima: se il PDF è la scansione di un foglio di carta, dentro non c’è testo ma un’immagine, e il caricamento te lo dice invece di fingere di aver capito. In quel caso serve il PDF originale, oppure il contenuto incollato a mano.

Se cambio gli orari sul sito, se ne accorge da solo?

Di base no: l’assistente non riscarica il tuo sito da solo. Quando cambi qualcosa che gli avevi dato, torni nella stessa schermata da cui l’hai caricato e la aggiorni, in un gesto. Se preferisci non ripassare dalla pagina, il testo che l’assistente ha imparato è lì, scritto, e lo correggi direttamente: dal messaggio dopo risponde con la versione nuova. Se il tuo sito cambia ogni giorno, per esempio nei prezzi o nelle disponibilità, l’aggiornamento automatico si costruisce su misura.

Quanto ci metto a metterlo online, e devo chiamare chi mi ha fatto il sito?

No, e per due strade diverse. Se il tuo sito è su WordPress scarichi il plugin dalla tua dashboard, lo attivi e incolli i due valori che trovi nella stessa schermata: il tema non lo tocchi. Su qualunque altro sito è una riga sola da mettere in fondo alle pagine, una volta e mai più. Chi ha in mano il sito lo fa in pochi minuti, e non serve nessuna competenza tecnica per la parte che riguarda l’assistente.

Rallenta il sito o mi cambia la grafica?

Non ne cambia una riga. L’assistente vive in una finestra isolata dal resto della pagina: non eredita i tuoi caratteri, i tuoi colori e i tuoi margini, e non ne rompe nessuno. Il file che il visitatore scarica pesa poco più di sette kilobyte compressi, e si carica in fondo alla pagina, dopo i tuoi contenuti. Colore, lato dello schermo, nome e prima frase li scegli tu, con l’anteprima davanti.

Quante pagine del mio sito impara?

Le scegli tu, fino a trenta per volta, e ripeti quando vuoi: non c’è un tetto complessivo. Quando gli indichi il sito ti proponiamo l’elenco delle pagine, già ripulito da carrelli, schede prodotto e aree personali, che non insegnano niente a un assistente. Da lì spunti quelle che contano, e le aggiungi.

Come faccio a sapere da dove ha preso una risposta?

Nella tua dashboard, sotto ogni risposta dell’assistente, c’è scritto da che tipo di fonte è arrivata: dalla conoscenza che gli hai dato, dal tuo sito, oppure senza nessuna fonte, che è il caso dei saluti e dei chiarimenti. È il modo più rapido per accorgersi che una domanda ricorrente non ha ancora un documento dietro, e per aggiungerlo.

Il mio sito è in più lingue: da quale impara?

Dalla versione che il tuo dominio serve. Le altre le aggiungi come fonti a sé, con un secondo passaggio o con i documenti che hai già, e restano correggibili una per una. La lingua in cui l’assistente risponde è un’altra scelta, e la fai tu: può parlare sempre nella lingua che scegli, oppure seguire quella di chi scrive.

Come mi arrivano i contatti?

Per posta, all’indirizzo del tuo account, con la data, il nome, i recapiti e una frase che dice che cosa la persona voleva: non la conversazione intera, il riassunto. Per noi un contatto è tale quando ci sono nome e numero di telefono, e sul sito è l’assistente a chiederlo. La conversazione per intero resta nella tua dashboard per sei mesi, e se colleghi un foglio di Google la stessa riga finisce anche lì, con una riga per ogni conversazione, comprese quelle che non hanno lasciato un contatto.

Mandaci l’indirizzo del tuo sito. Ti diciamo a quali domande può rispondere.

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